Le origini del Santuario

Le prime notizie della chiesa sono assai remote, vengono fatte risalire all'ottavo secolo. Inizialmente, la chiesa fu dedicata a San Mario. Il 21 settembre 1474 viene consacrata in località "le Bastie" una chiesa dedicata ai Santi Zenone e Valentino, detta anche San Valentino minore o San Valentino alla Bastia. Verso la fine del '500, la chiesa fu dedicata solo a San Zeno.

I Francescani zoccolanti

Nel 1596 la chiesa, unitamente all'oratorio di San Micheletto, con annesso un vasto territorio per l'erezione di un monastero, viene data in possesso ai frati zoccolanti di San Francesco. I Francescani provvidero a riedificare la chiesa come testimoniano ancora oggi alcune date: 1614 e 1615, scolpite rispettivamente sull'architrave del portale della facciata e sullo stipite della porta della sacrestia. Tali date indicano con sufficiente attendibilità le fasi conclusive della riedificazione della chiesa che, come ricorda un'altra lapide nella parte alta della facciata, nel 1731 venne ulteriormente ampliata e rialzata. I Frati Minori, terminati i lavori al convento e alla chiesa, intitolano quest'ultima a San Francesco e si dedicano a una intensa opera di predicazione, di confessioni, di celebrazioni, di assistenza anche materiale alle popolazioni vicine, suscitando fervore e attraendo numerosi fedeli.

L'arrivo dei padri Redentoristi

Sconfitto Napoleone e crollato il Regno Italico, il 26 giugno 1816, ad esaudimento di numerose, assillanti petizioni iniziate già nel 1805 dalla popolazione e per determinante interessamento di don Giuseppe Turri, il governo austriaco concede finalmente la riapertura della chiesa al culto. Dopo molti e purtroppo inutili tentativi per far ritornare i frati francescani, don Turri rivolge la sua attenzione altrove. Avendo conosciuto nel 1830 i Redentoristi a Vienna e informato della loro intenzione di aprire una casa nel Tirolo, pensa che essi potrebbero officiare la sua chiesa e abitare la casa che egli aveva già iniziato a far costruire a nord-ovest della stessa. Tale disegno si realizza nel 1856 e il 2 agosto del 1857, i Padri Redentoristi prendono ufficialmente possesso della chiesa di San Francesco e della casa religiosa annessa.

L'Icona

La devozione a Maria sotto il titolo di Madre del Perpetuo Soccorso iniziò nel 1875, quando i Redentoristi portarono da Roma una copia della sacra icona autenticata, la duecentosettesima benedetta da Pio IX.

Gli ultimi rifacimenti

Nel 1952 i Redentoristi danno inizio a una radicale ristrutturazione del convento sotto la direzione dell'architetto Ugo Zanchetta. Tra il 1962 e il 1965 si avviano e portano a compimento una radicale trasformazione della chiesa a cura dell'Architetto Banterle, che viene ampliata con l'aggiunta di due navate laterali e rinnovata totalmente all'interno. Rimane inalterata la sua dedicazione a San Francesco ma la si trasforma in Santuario della Madonna del Perpetuo Soccorso. Nell'anno 1993 Padri provvedono a un intervento conservativo sugli affreschi della sacrestia e del chiostro nonché sui pilastri in tufo dei portici archivoltati del medesimo.

Santuario diocesano

Nel 2005 il Santuario Madonna del Perpetuo Soccorso viene decretato "Santuario diocesano mariano" dal Vescovo di Verona Monsignor Flavio Roberto Carraro.

galleria Fotografica

Panoramica del Santuario

L'icona della Madre
del Perpetuo Soccorso

Vista dell'interno del Santuario

Vista del Chiostro